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Simple Session 2014 – Report

27 febbraio 2014 | in Eventi, Foto, Highlights, News, Park, Report, Street | da

Sono stati cinque giorni surreali quelli passati a Tallinn. Trick che neanche con la playstation ai tempi di Dave Mirra 2 si potevano chiudere, cadute clamorose (vedi la facciata di Peraza dopo uno dei suoi sobri fronflip), una festa dietro l’altra presso locali sempre super e, ultimo ma non in ordine di importanza, una quantità stupefacente di ragazze da torcicollo!

Arrivati GIOVEDì pomeriggio, e intenzionati a restare a letto la stessa sera in previsione delle successive nottate sicuramente movimentate, siamo stati “fregati” da nientepopodimenoche Darryl Nau il quale, spacciandoci per riders dell’ultimo minuto giunti nella capitale estone per competere, è riuscito a farci accedere gratuitamente.

VENERDì mattina, con un lieve mal di testa ma ancora sufficientemente in forma, ci siamo svestiti dei panni di festaioli e vestiti di quelli di turisti italiani. Qualche foto al centro storico medioevale (stupendo), un paio di urli e di risate giusto per non correre il rischio di passare inosservati, e tra un fondoschiena marmoreo e un paio di seni da ictus ci siamo diretti al supermercato più vicino. Perché le ragazze estoni sono belle, si, ma non sono commestibili.
Dopo una genuina cena a base di wustel, ketchup, pane e “formaggio”, ci siamo diretti al Factory Club, il locale dove si sarebbe svolta la seconda serata targata Simple Session. Festa super, tranne per il portafogli, il quale, nel giro di qualche ora, è stato sviscerato di ogni banconota e moneta per poterla barattare in birra.

SABATO, primo giorno di Simple Session: qualifiche.

Emozione a mille. Già durante il riscaldamento gli atleti non si sono risparmiati. Arriva poi l’ora di fare sul serio e subito si capisce come fino a quel momento avessero girato col freno a mano tirato.
Alcuni rider illustri come AJ Anaya, protagonisti durante l’edizione passata, sono stati tagliati fuori dalla finalissima per merito, anche, di alcune nuove leve che dimostrano un’esperienza ben oltre la loro età anagrafica.
L’unico rider italiano, Simone Barraco, si qualifica in scioltezza.

Arriva dunque sabato sera, e quindi la rispettiva festa. A dir poco provati dalle performance dei giorni precedenti ci sentiamo comunque moralmente obbligati a partecipare. Il locale si presenta incredibile, un qualcosa che precedentemente avevamo visto si e no in un video di 50 Cent. Ma lo stato mentale e fisico non è dei migliori, quindi dopo tre orette si torna a casa.

DOMENICA: il grande giorno.

Si parte col best trick. Un buon numero di rider si sfida su rail e box, dove a conti fatti avrà la meglio Dan Paley, con un sontuoso e pulito “360 to over crooks to hard 180 out.”

Poi inizia la FINALE STREET.
I Favoriti Drew Besanzon, Logan Martin, Pat Casey, Kevin Peraza e Garrett Reynolds durante le prove esagerano subito, facendo ben intendere che tra loro cinque ne sarebbe uscito il vincitore. Ma ecco l’imprevisto durante la prima run del messicano. Kevin Peraza, vincitore dell’ultima edizione, cade malamente di faccia dopo un Fronflip e resta a terra alcuni minuti, destando preoccupazione tra tutti i presenti. Musica abbassata, medici sul posto, pure il fratello David si precipita per soccorrerlo. E poi, come per magia, dopo un botto che avrebbe steso anche un leone si rialza, tentando anche la seconda run. Chiaramente provato, però, dal grosso volo, non riesce a dare il meglio di se, chiudendo al 23esimo posto.
Garrett Reynlolds tra gli street rider è stato colui che più si è avvicinato alla vetta, posizionandosi quarto con una run esagerata e allo stesso tempo molto pulita. Ma l’atleta americano nulla poteva questa volta contro i tre dell’Ave Maria. Pat Casey, terzo qualificato, si è giocato i posti più caldi solo a causa di una caduta nel finale tentando un 540 double tailwhip su di un quorter. Martin Logan, il tatuatissimo australiano, ha dato veramente tutto, sparandosi un mega fronflip di sei metri da un bank all’altro. Ancora oggi ci chiediamo come ci sia riuscito, è stato quasi come farlo in flat. E poi arriva lui, quel canadese dal sorriso a 99 denti, che droppa da più o meno 8 metri d’altezza in 270 Alley Oop con quella semplicità disarmante, marchio di fabbrica dei soli veri fenomeni. Zero errori, trick a raffica, stile: al termine della sua run nemmeno il novantaduenne nonno estone seduto accanto a noi aveva più dubbi su chi sarebbe stato il vincitore.

Al termine della competizione veniamo a conoscenza, tramite un fotografo estone, che quella sera la festa conclusiva si sarebbe svolta nuovamente presso il locale dove 24 ore prima ci siamo presentati come degli zombie assonnati, dandoci così l’occasione di rifarci. Rider, gente comune, media ecc., tutti riuniti tra le stesse “quattro mura” per l’ultima fiammata e per darci l’arrivederci alla prossima edizione.

Noi speriamo di esserci, e voi?

Intanto gustatevi qualche scatto dell’evento, in attesa del video, ovviamente!

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